Brutti Boni o Mandorlati di San Clemente, dolcetti tipici di Carmignano

Per la rubrica di Cucina e Territorio di Casa Nostra oggi vi presento i Brutti Boni, dei biscottini che si possono trovare sia in una versione di sole mandorle, detti anche Mandorlati di San Clemente come ci insegna Petroni e che personalmente ho sempre trovato a Carmignano,  sia in una versione con le nocciole che invece è più diffusa in "città" e di cui è famosa la ricetta del Mattei, un biscottificio storico di Prato centro appunto. Amo questi dolcetti perchè mi ricordano il Natale a pranzo da mia nonna non perché li cucinasse lei ma perché era una tradizione averli in tavola.  Ho trovato questa ricetta in un libro di Petroni ed ho voluto subito provare a rifarli...uno spettacolo.

I Brutti Boni sono dolcetti tipici della zona di Prato ma sembra che abbiano origine piemontese ... infatti quando la capitale d'Italia fu trasferita a Firenze l'aristocrazia sabauda si porto dietro le ricette più care e i Brutti ma Buoni erano una di queste. In seguito furono adottati da pratesi sembra intorno al lontano 1865.

Troverete tante altre ricette deliziose sulla pagina FB di Cucina e Territorio di Casa Nostra  . con :
Silvia (Lazio): La nociata
Alessandra (Puglia): lampascioni indorati e fritti 
Giovanna (Calabria): la Giurgiulena (il torrone di sesamo)
Carla (Lombardia): Pucia Dulsa - Crema di Mascarpone
NADINA ( Basilicata ): Struffoli, ricetta Nonna Rosa
Ilenia (Toscana): Brutti Boni pratesi o Mandorlati di San Clemente qui !!

biscottini alle mandorle toscani, dolci, cucina toscanca, cucina italiana, toscana


biscottini alle mandorle toscani, dolci, cucina toscanca, cucina italiana, toscana




Passiamo alla ricetta:
Ingredienti
400 g di mandorle dolci
10 g di mandorle amare
300 g di zucchero
4 chiare d'uovo
Limone bio
zucchero a velo
Ostia per dolci (facoltativa)

Se non fossero già spellate sbollentate le mandorle per una decina di minuti pelatele e fatele seccare per qualche minuto in forno caldo per farle asciugare, fatele freddare poi schiacciatele ho tritatele finemente. Quindi impastatele molto bene con lo zucchero e aggiungete la buccia grattugiata di mezzo limone.
Montare le chiare delle uova a neve ben soda e amalgamatele all impasto di mandorle zucchero mescolate bene.
Trasferite l'impasto all'interno di una pentola antiaderente a fuoco medio, girate continuamente con un cucchiaio di legno finché non inizierà a staccarsi dai bordi della pentola.
A questo punto spengete il fornello è iniziate a preparare i biscotti, formate delle piccole noci e adagiatele sopra alla carta da forno. Infornate a 160 gradi per circa 20 25 minuti. Fate raffreddare e cospargete con dello zucchero a velo.

Petroni suggeriva un altro procedimento : mescolate le chiare d'uovo ben montate al composto di mandorle e zucchero fino ad ottenere una pasta piuttosto consistente, formate delle palline grosse come una piccola noce e mettetele su un foglio si ostia, in mancanza del foglio d'ostia appoggiatele sulla placca ricoperta  con carta da forno,  lasciate riposare per circa un'ora e cuocete in forno a 150 gradi per circa 30 minuti.  Fate raffreddare e cospargete con zucchero a velo.

Provateli sono semplici e deliziosi !!!


Se volete seguirmi sulla mia pagina FB mi trovate qui !!

Commenti

  1. Conosco i brutti a buoni, li ho fatti più volte e vanno a ruba. Uno tira l'altro come le ciliegie. Che acquolina !!!

    RispondiElimina
  2. devono essere a dir poco strepitosi!! Un abbraccio SILVIA

    RispondiElimina
  3. Ho fatto un'unica volta i brutti ma buoni con la ricetta classica e le due cotture e li ho adorati! Questi non li conoscevo ma a vederli li amo già :D

    RispondiElimina
  4. Golosissimi questi dolcetti, uno tira l'altro!!!!

    RispondiElimina
  5. Essì sono simili a quelli che facciamo in Piemonte :-) sono strabuoni, buone feste :-)

    RispondiElimina
  6. Più che brutti mi sembrano boni! :P

    RispondiElimina
  7. […] Anche l’ultimo monastero di clausura, quello di San Clemente, sorse nel 1515 per un atto coraggioso di tredici suore benedettine di San Michele, che abbandonarono il loro monastero perché  era stato tolto alle cure dei domenicani riformati e decisero di fondarne uno nuovo dove poter vivere seguendo la riforma del Savonarola. Trasformato nel 1785 dal Granduca in Conservatorio per le fanciulle del secondo ceto, oggi ospita una comunità religiosa di monache benedettine; sono le monache che ancora oggi preparano degli ottimi Bruttiboni, dolci tipici di Prato, chiamati anche, e non a caso, Mandorlati di san Clemente. Puoi trovare la ricetta qui. […]

    RispondiElimina

Posta un commento

Ciao a tutti, qui potete sbizzarvi e condividere con me le vostre opinioni, idee, suggerimenti, critiche, sensazioni...sarò felice di trovare una qualunque traccia del vostro passaggio e di poter avere una pur piccola conversazione con voi...